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Works in the fields of theatre, visual arts and performance with a special attention on techniques of the actor's work and on research and experimentation on multimedial languages. He has studied and worked with many of the most remarkable representatives of contemporary theatre, for ex. Jerzy Grotowski, Heiner Müller, Robert Wilson, Gerhard Bohner, Yoshi Oida, etc.

 

Lavora nei campi del teatro, delle arti visive e della performance con particolare attenzione alle tecniche dell’attore e alla ricerca e sperimentazione sui rapporti tra linguaggi multimediali, spazio scenico e drammaturgia. Ha studiato e lavorato con alcuni tra i massimi rappresentanti del teatro contemporaneo, tra i quali Jerzy Grotowski, Heiner Müller, Robert Wilson, Gerhard Bohner.


FORMAZIONE

La formazione di Attilio Caffarena inizia con il cinema, con l'interesse per l'espressione attraverso le immagini. Si laurea con Gianfranco Bettetini, uno dei maggiori semiologi italiani, con una tesi su Joris Ivens e sulla teoria di Christian Metz.
In seguito incontra Jerzy Grotowsky la cui ricerca si stava sviluppando, oltre che nel teatro, in una serie di attività diversificate, dirette ognuna da un membro storico di Teatr Laboratorium di Wroclaw: Zbigniew Cynkutis, Rena Mirecka, Zigmunt Molik, Ryszard Cieslak per le tecniche performative, Ludwik Flaszen per l'espressione vocale, e Teo Spychalsky, che aveva iniziato una ricerca parateatrale nella quale l'azione nasceva e si sviluppava sulla base di un'energia reale nella sua complessità e contraddittorietà. La personale ricerca di Attilio Caffarena si concentra sul come volgere questa esperienza in direzione di un proprio linguaggio espressivo.

ESPRESSIONE

Trova uno spazio energetico in testi poetici. Ad esempio T.S. Eliot ed Emily Dickinson per il primo lavoro, Le nere ali dell'amore.
L'espressione poetica come integrazione organica di spirito e materia è la sostanza vitale che, nel suo lavoro, ha definito percorsi creativi da William Shakespeare ad Heiner Müller, ad Edgar Allan Poe.

RIFERIMENTI

Il cinema, in particolare l'opera di autori come Michelangelo Antonioni, Luis Buñuel e Alfred Hitchcock continua ad essere un riferimento per l'espressione dello spazio e del tempo.
In quanto campo di convergenza tra conoscenza e mistero, la geometria è stata sin dall'inizio uno strumento essenziale.

www.attiliocaffarena.com

TERRA DI FATE da E. A. Poe